La visone di Confindustria di una Italia S.p.a.
Le parole volano, gli scritti rimangono. E capita persino che, ogni tanto, qualcuno se li legga. Nel volume di 385 pagine “Il coraggio del futuro” in cui Confindustria delinea la sua visione dell’Italia di domani, gli industriali, discettano un po’ di tutto tra. Non solo di industria e lavoro, ma anche di assetti istituzionali, regolazione bancaria, politiche europee, formazione, sanità, pubblico impiego. Il comun denominatore è che il “modello impresa” dev’essere replicato più o meno in ogni ambito. Nel testo ci sono tutti i tradizionali cavalli di battaglia di viale dell’Astronomia e quindi si ai prestiti del Mes, no al reddito di cittadinanza e al salario minimo, richiesta di incentivi alle imprese e sgravi per chi investe. Nelle quasi 400 pagine la parola mercato compare 160 volte, il termine società, intesa come collettività una ventina. “Evasione fiscale” appare appena nove volte, per chiedere meno controlli (“la lotta all’evasione fiscale che deve essere fondata anche e sopratt...