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Gratteri: "Con l'aumento della pandemia rischio delle mafie aumenta"

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Vista la sua proattività contro le mafie in campo italiano ma soprattutto in campo europeo, se lei potesse avvisare tutti i suoi colleghi europei che cosa direbbe loro?  Direi che che nel momento in cui noi sappiamo che per esempio la 'ndragheta é molto presente in Germania in vari ambiti come le costruzioni o la ristorazione, e che in paesi come la Germania e l´italia dove le attività di imprenditori e commercianti onesti sono state bloccate per la pandemia non riescono ad andare avanti é ovvio che vari imprenditori potrebbero rivolgersi agli usurai.  A quel punto, il gioco é fatto. Questo perchè gli usurai della 'ndrangheta si presentano inizialmente con interessi bassi perchè poi l´obiettivo é quello di rilevare l´attività commerciale attraverso l´usura e poi farne riciclaggio.  Mentre un usuraio “normale” riesce a fare garanzia dei soldi prestati tramite la richiesta di assegni in bianco per esempio, l´usuraio della ndrangheta non fa questo perchè non ha bisogno di ga...

RIFLESSIONE DOMENICALE #24: "L'oro delle ecomafie"

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<<In questa ventiquattresima domenica di riflessione, voglio affrontare e meditare insieme a voi, su un tema spesso ignorato, l'ecomafia. Cosa è? Come si sviluppa? Questo articolo estrapolato dal sito, www.ilcambiamento.it , ci fa comprendere come le mafie continuano ad "investire" sull'ambiente>>. Buona domenica e buona riflessione! Peppe Cotroneo Cemento e agroalimentare: il business d'oro delle ecomafie. Sempre più agguerrite Nella Penisola continua l’attacco di ecocriminali ed ecomafiosi nei confronti dell’ambiente: ciclo illegale del cemento e dei rifiuti, filiera agroalimentare e racket degli animali sono i settori prediletti dalla mano criminale che continua a fare super affari d’oro. La denuncia, impietosa e con tanto di dati censiti e raccolti, viene dal rapporto di Legambiente Ecomafia 2019 dedicato alle illegalità ambientali. Nel 2018 si sono registrati 28.137 illeciti contro l'ambiente (più di 3,2 ogni ora). L’aggr...

Pd e Forza Italia Governo delle grandi imprese - #PonteSulloStretto -

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di ilFattoQuotidiano.it,  Prima cosa da fare per la Sicilia: il Ponte sullo Stretto. Berlusconi è tornato per davvero, con il pacchetto all-inclusive e dentro c’è anche la mega-infrastruttura che dovrebbe collegare Reggio Calabria a Messina. Nel frattempo c’è chi ha voluto portare avanti la sua eredità durante i governi delle intese medio-larghe di questi anni: Angelino Alfano e, soprattutto, Renzi e i renziani. Ma ora Berlusconi si riprende quello che è suo: “Serve un grande piano per il sud, soprattutto per le infrastrutture – dice a TeleLombardia, in una delle svariate televisive concesse in questi giorni – Sono stato in Sicilia e ho trovato un disastro, è una regione in agonia. Ci vuole un piano Marshall apposta per la Sicilia. Il Ponte sullo Stretto è la prima cosa da fare. Fosse per noi l’aveva già fatto. Quando è arrivata la sinistra al Governo, con il ministro Di Pietro, per non fare in modo che passasse alla storia come il ponte di Silvio, hanno pagato un mare d...

Come fermare gli sbarchi

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di www.panorama.it Un mese fa, indagando sul Centro di accoglienza per i richiedenti asilo (Cara) di Isola Capo Rizzuto, ha scoperto che tra 2006 e 2015 quel Cara avrebbe garantito alla 'ndrangheta 36 milioni di euro: una fetta del 35 per cento dei 103 milioni versati in dieci anni dallo Stato. Con l'operazione "Johnny" Nicola Gratteri, dall'aprile 2016 procuratore della Repubblica a Crotone, ha scoperchiato una verità disastrosa: lo sfruttamento criminale dell'immigrazione è ormai arrivato a livelli di efficienza elevatissimi, garantiti anche dall'assenza di prevenzione da parte delle istituzioni. In questa intervista esclusiva con Panorama, il magistrato simbolo della repressione antin'ndrangheta fa il punto della situazione. Non solo giudiziaria. Dottor Gratteri, lei crede che l'immigrazione sia diventata la nuova "miniera" della 'ndrangheta? Diciamo che è uno dei tanti bancomat, ma non la definirei una nuo...

Lettera di ETHOS al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

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Stimato sig. Presidente, più o meno 40 anni or sono, ricevetti il dono di nascere in Italia, precisamente a Reggio Calabria. Un posto straordinario, che per le sue bellezze ed unicità naturali e storiche non può confinarsi nella limitata e campanilistica logica dell’appartenenza territoriale. Un posto che, indipendentemente dal giudizio di rispettabilissime ed accademiche commissioni, personalmente ritengo patrimonio dell’intera umanità. Ma non è per decantare le lodi di questa meravigliosa porzione di mondo che mi permetto di scriverLe queste poche righe, bensì per chiedere il Suo aiuto, nella qualità di Primo Cittadino della Nazione in cui vivo e di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Ritengo del tutto superfluo raccontarLe la storia degli ultimi anni della Città in cui sono nato, anche perché, tranne qualche rarissima parentesi, è praticamente uguale, da almeno 150 anni, a quella di moltissime altre città del Mezzogiorno d’Italia, da sempre stritolate...

Passaparola: Stato e Chiesa: strategia comune - di - Giuseppe Musarella ETHOS

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Com’è noto, i Patti Lateranensi del 1929 sancirono la “pace” e la ritrovata armonia tra le istituzioni civili dell’allora Regno d’Italia e quelle clericali dell’allora neonata Città del Vaticano. Demandando a chi di competenza analisi e critiche sociali, economiche e culturali su tale importantissimo evento storico e specificando che la fede e la religione non sono assolutamente oggetto di questo scritto, uno degli elementi che accomuna l’agire politico di certi pseudo personaggi statali con quello di certi pseudo personaggi clericali è l’irriverenza mostrata nei confronti del Popolo, sia che si tratti di cittadini, nell’un caso, che di fedeli nell’altro. Infatti, nonostante i continui appelli dei rispettivi Capi di Stato, Presidente della Repubblica e Pontefice, a dipendenti pubblici ed autorità clericali circa l’imperativa necessità di etica e legalità nei rapporti con il prossimo, sono all’ordine del giorno le vergognose ed umilianti vicende di concussione, collusione e, più ...

Passaparola: La normativa anticorruzione anche a Reggio Calabria - di - Giuseppe Musarella ETHOS -

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Nei primi giorni del mese di marzo appena trascorso, ci siamo permessi di chiedere ai Commissari del Comune di Reggio l’adozione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione , così come imposto e previsto dalla c.d. “Normativa Anticorruzione ” di cui alla L.190/2012 ed al successivo e conseguente D.Lgs. 33/2013. Da allora, sono successi tanti avvenimenti che, indipendentemente da Ethos e dalla simpatia o antipatia di cui è portatrice, impongono un’attenta, responsabile e conseguente presa di coscienza. Al di là delle responsabilità penali/personali e delle conseguenti determinazioni adottate dall’Autorità Giudiziaria circa la condanna di Scopelliti, sul cui merito non è possibile pronunciarsi visti gli altri gradi di giudizio cui verosimilmente si ricorrerà, i fatti emersi durante quel dibattimento, le frasi pronunciate dai protagonisti indiscussi degli ultimi 12 anni di gestione amministrativa comunale fotografano e confermano quanto riportato in tanti altri verbal...