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Se l'uomo se ne va, la natura si riprende ciò che è suo

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La riconquista. La natura si riprende rapidamente il territorio prima occupato e poi abbandonato dall’uomo. Il primo ad accorgersene negli anni ’80 del secolo scorso e a registrarlo con rigore scientifico fu, probabilmente, Ingo Kowarik, un ecologo urbano dell’Università tecnica di Berlino: le case abbandonate o distrutte e mai ricostruite dopo la Seconda guerra mondiale nella capitale tedesca erano state riconquistate dalla natura selvaggia e metamorfizzate in foresta. Un’oasi urbana nata per caso, con erbe, arbusti, alberi nativi e non che costituivano un ecosistema inedito. Alle “oasi urbane accidentali” la rivista PNAS, i Proceedings of the Academy of Science degli Stati Uniti, dedica un lungo e interessante articolo firmato da Roberta Kwok. Dove si documenta come di casi simili a Berlino, in giro per il mondo, ce ne sono a decine. Prendete Detroit, per esempio. La città dell’auto che nel 1950 contava 1,8 milioni di abitanti e oggi non supera le 675.000 unità. Uno spopola...