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Coronavirus, scoperto primo farmaco per neutralizzarlo

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E' stato messo a punto il primo farmaco specializzato per aggredire il coronavirus Sars-CoV2. E' un anticorpo monoclonale, specializzato nel riconoscere la proteina che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane. La ricerca è pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell'Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang. I ricercatori hanno detto alla Bbc che saranno necessari mesi prima che il farmaco sia disponibile perché dovrà essere sperimentato per avere le risposte su sicurezza ed efficacia. Legandosi alla proteina Spike, che si trova sulla superficie del coronavirus, l'anticorpo monoclonale le impedisce di agganciare le cellule e in questo modo rende impossibile al virus di penetrare al loro interno per replicarsi. Per questo motivo i ricercatori sono convinti che l'anticorpo ha delle potenzialità importanti "per il trattamento e la prevenzione della Covid 19". I ricercatori stavano già lavorando a un anticorp...

IA migliore dei medici nel diagnosticare infarto e morte

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L’IA, o apprendimento automatico, sta superando gli umani nel predire la morte o l’infarto. Questo è il messaggio principale di uno studio presentato quest’anno all’ICNC (NUCLEAR CARDIOLOGY & CARDIAC CONFERENCE). Analizzando ripetutamente 85 variabili in 950 pazienti, un algoritmo ha “imparato” come interagiscono i dati di imaging. Ha quindi identificato i modelli che correlavano le variabili alla morte (per varie cause) e all’attacco cardiaco, con una precisione superiore al 90%. L’autore dello studio, il dott. Luis Eduardo, del Turku PET Centre, in Finlandia, ha dichiarato:  “Questi progressi vanno ben oltre ciò che è stato fatto in medicina, dove dobbiamo essere cauti su come valutiamo i rischi e i risultati. Ma non lo stiamo ancora sfruttando appieno”. I medici usano i punteggi di rischio per prendere decisioni terapeutiche. Ma questi punteggi si basano su una manciata di variabili e spesso hanno una precisione modesta nei singoli pazienti. Attraverso la ri...

Un moderato consumo di marijuana è collegato a un più alto numero di spermatozoi

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<<Come interpretare i risultati - sorprendenti - di uno studio, che sembra contraddire quanto scoperto finora sull'uso di sostanze e fertilità>>. Gli uomini che nell'arco della loro vita hanno fumato quantità moderate di marijuana sembrano produrre più alte concentrazioni di spermatozoi rispetto a quelli che non hanno mai fatto uso di cannabis. Uno studio a lungo termine dell'Università di Harvard contraddice quel poco che si sa sulla relazione tra questa sostanza e la fertilità maschile, ma come spesso accade, l'interpretazione dei dati è un po' meno scontata di quel che si pensi.  Le poche analisi sugli effetti del consumo di droghe leggere sulle cellule sessuali maschili vanno nella direzione opposta alla nuova ricerca. Nel 2015, da uno studio su uomini danesi era emerso che chi fumava marijuana più di una volta alla settimana aveva una più bassa conta spermatica (una minore concentrazione di spermatozoi nell'eiaculato).  Un altr...