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L’Assistente di Google che aiuta chi non può parlare

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L’assistente virtuale di Google può aiutare anche chi non parla e quindi non è in grado di impartire comandi vocali. A renderlo possibile è un ingegnere italiano, Lorenzo Caggioni. Il progetto si chiama Diva (acronimo di DIVersely Assisted) e permette a chi è affetto da disabilità verbali di accedere all’assistente vocale di Google senza usare la voce .  L’idea è nata dalla volontà di Lorenzo di costruire un dispositivo che permettesse a suo fratello Giovanni, affetto da disabilità, di poter ascoltare musica con maggiore autonomia sfruttando l’assistente virtuale di Google. La soluzione è un pulsante collegato a una “scatola”, che ha il compito di convertire il segnale del pulsante in un comando da inviare all’assistente. “Mio fratello Giovanni ha 21 anni e la sua passione sono la musica e i film. Ma essendo nato con cataratte congenite, sindrome di Down e sindrome di West, non riesce a parlare. Questo significa che ha bisogno della famiglia o degli amici p...

L’incredibile ascesa dei giganti del web in un video di 2 minuti

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Il mondo cambia, di continuo e sempre più velocemente. Le aziende che si alternano al suo comando pure. In quale direzione ci siamo mossi negli ultimi otto anni lo riassume questo breve filmato che mostra l’andamento sul mercato delle aziende che si sono avvicendate alla sua leadership.  Non è uno spoiler se vi diciamo che oggi i marchi che hanno in mano il potere sono i giganti del web, i cosiddetti Gafa (Google, Amazon, Facebook, Apple).  Facebook e Google hanno le mani sul 70% del traffico Internet e la società di Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo con una fortuna stimata in 138 miliardi di dollari (123 miliardi di euro), quadruplicata in cinque anni, è di fatto un passaggio obbligato per il commercio online.  A Davos, in occasione dell’ultimo World Economic Forum, quaranta chief executive di tutto il mondo, che rappresentano molte delle più grandi aziende tecnologiche e di telecomunicazioni, hanno sottoscritto una “Dichiarazione digitale” co...

Ricchezza e povertà: le disuguaglianze si riducono rifiutando il consumismo

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I dati sono stati diffusi ufficialmente. Sono dati incredibili, inaccettabili e la forbice continua ad allargarsi invece di diminuire, il che è anche logico: più sei ricco e più avrai la possibilità di diventare ancora più ricco, comprandoti governi e mass media, diversificando i settori di investimento e avendo sempre più influenza e potere.  Questo dimostra ancora una volta che la ricchezza in mano, appunto, ai ricchi non si ridistribuisce affatto a tutti, o anche solo a tanti, vecchia stantìa favoletta dei fan del capitalismo, secondo i quali è meglio non tassare chi ha tantissimo, meglio non frapporre loro alcun ostacolo, perché grazie a loro migliorerà la situazione per tutti...  Il dato di fatto, invece, è che loro si arricchiscono sempre di più e la gente impoverisce di conseguenza. I mega-ricchi operano qualsiasi strategia pur di dare il meno possibile alla società e aumentare i loro profitti con ogni mezzo e in ogni modo, sfruttano bestialmente la manodo...

I pericoli dell’Intelligenza Artificiale: 6 fenomeni da tenere d’occhio nel 2019

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Limitazione delle libertà personali, discriminazione, manipolazione dell’opinione pubblica: ecco i rischi che l'intelligenza artificiale porta con sé.  L' AI ci fa divertire con i videogiochi, ci semplifica la vita con gli assistenti vocali e collabora alla ricerca scientifica. Ma quali sono gli effetti collaterali? Il 2018 è stato l’anno dell’AI, l' Intelligenza Artificiale . L’AI ha dimostrato tutto il suo potenziale nei più diversi ambiti della scienza e della tecnologia: dall’analisi del dati alla lotta al terrorismo, dalla ricerca medica alle missioni spaziali ; big data e supercomputer promettono di rivoluzionare la nostra vita.  C'è però un "piccolo" problema... La potenza dei sistemi di Artificial Intelligence, se male indirizzata, potrebbe diventare molto pericolosa . E non stiamo parlando del rischio di robot killer che si aggirano per le nostre città sparando a chiunque, ma di "cattivi usi", più sottili e altrettanto p...

Google e l'inventario delle emissioni inquinanti

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di Focus - Uno dei più recenti progetti di Google si inserisce nel complesso puzzle dei cambiamenti climatici, in particolare per ciò che riguarda l'inquinamento atmosferico delle città. L'azienda, Big G, parla di uno strumento per stimare (e mappare) le emissioni di gas serra delle città, per "aiutare la politica" (locale e nazionale) a prendere le decisioni migliori. Non che manchino le agenzie, governative e non, che lavorano allo stesso obiettivo, ma bisogna ammettere che Google ha dalla sua la tecnologia, i soldi e una mole di dati globale che nessuna istituzione può vantare.

Google ti segue. E sa cosa hai comprato fuori dalla Rete

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di Focus.it - Che Google e le altre grandi aziende della Rete possano sapere quando concludiamo un acquisto online, non dovrebbe essere una novità. Lo abbiamo spiegato qui diverso tempo fa. Ciò che fino a qualche settimana fa non sapevamo è che Big G ora riesce a sapere anche quando compriamo qualcosa in un negozio fisico. DIMMI DOVE COMPRI. La nuova funzionalità è stata presentata agli investitori pubblicitari lo scorso maggio: uno strumento chiamato “store sales measurement” consente alle aziende che acquistano pubblicità sul network di Google di sapere quando un utente che ha visto un banner perfeziona l’acquisto in un punto di vendita fisico. Si tratta di un’informazione importante, perché permette ai clienti di Google di misurare l’efficacia della loro comunicazione non solo online, ma anche offline. Ma come fa l’occhio di Google a seguirci anche al di fuori della Rete? Lo ha spiegato Bloomberg in un articolo pubblicato la scorsa settimana. CASE DI CARTA (D...

Google, Facebook e Amazon: che cosa sa l’alter ego virtuale di tutti noi (e come lo usa)

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Ognuno di noi ha un suo alter ego virtuale. Nel migliore dei casi è un numero di cui gli inserzionisti e le piattaforme conoscono età, sesso, preferenze commerciali, culturali, sessuali, abitudini, localizzazione e spostamenti. Scoprire come è fatto è abbastanza semplice. Spulciando gli archivi e le condizioni d’uso, per esempio, il profilo di chi scrive è molto dettagliato: tra i 24 e i 35 anni, donna, con centinaia e ben determinate preferenze, che ha visitato almeno 159 posti, che abita in uno e che lavora in un altro, che si sposta a piedi, che fa poco sport, che ama ascoltare questa determinata musica e vedere un certo tipo di serie tv a una certa ora. Google, basta una email Ti conosce meglio di una segretaria Il viaggio inizia nell’archivio di Google. Chi usa una email di Gmail, il servizio di posta elettronica, ha inevitabilmente attivato un account che dà accesso a decine di altri servizi, dall’archivio di foto e documenti. Le informazioni sono nella pagina “...