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Tumori: ogni anno 1000 decessi evitabili con attività fisica

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Ogni anno mille decessi sarebbero evitabili con l'attività fisica e sarebbero possibile ridurre del 30% anche il rischio di recidive. Con l'esercizio regolare, anche 'casalingo', la probabilità di ammalarsi si riduce infatti in media del 7%, e per alcuni tumori si può arrivare oltre il 20%. E bastano 30 minuti di moto 5 volte a settimana. Lo sottolineano gli esperti in occasione della Giornata di Fondazione AIOM (Associazione italiana di oncologia medica) 2020, dedicata proprio ad attività fisica e tumori. Anche con palestre e piscine momentaneamente chiuse a causa dell'emergenza causata dal COVID-19, camminate e semplice ginnastica in casa sono fondamentali. "Certo in questo momento è tutto più difficile, ma l'attività fisica rappresenta uno degli strumenti più importanti per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili ed è fondamentale per il benessere psicofisico e per migliorare la qualità di vita, a tutte le età - spiega Stefania Gori, Pre...

Tumori e nuovi farmaci, non giustificato il costo extra

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"Molti dei nuovi farmaci anticancro hanno un ridotto valore aggiunto per i pazienti - in termini di sopravvivenza, qualità di vita o trattamento delle complicanze - rispetto ai trattamenti standard e vedono raramente giustificato il proprio costo extra". E' questa la conclusione di due studi internazionali presentati al Congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo) . Il primo studio è stato condotto da istituti francesi di ricerca insieme alla Law School Suffolk University di Boston ed ha valutato la relazione tra il prezzo dei farmaci innovativi ed i loro benefici terapeutici aggiuntivi, rispetto alle terapie standard, sulla base di una scala di parametri fissata dalle autorità sanitarie francesi e dall'Esmo. Sono stati considerati i farmaci innovativi per il trattamento dei tumori solidi registrati dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema) tra il 2004 e il 2017, un totale di 36 prodotti. Lo studio ha dimostrato che circa la metà dei n...

Inquinamento e cancro: ecco perché i tumori infantili non sono più una «patologia rara»

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di Ernesto Burgio*,  Generalmente si pensa al cancro come a una malattia della terza età e si sostiene che il trend continuo di incremento di tumori nel corso del XX secolo in tutti i paesi industrializzati possa essere spiegato mediante la teoria dell’accumulo progressivo di lesioni genetiche stocastiche e il miglioramento continuo delle nostre capacità diagnostiche. Troppo spesso si dimentica che l’aumento, dalla fine degli anni ’80 ad oggi, ha riguardato tutte le età e in particolare i giovani e, soprattutto, i bambini. L’incremento significativo di tumori infantili in Europa (ACCIS: Automated Childhood Cancer Information System) e specialmente in Italia negli anni ’90 ha destato apprensione, anche perché impone una riconsiderazione critica dei modelli di cancerogenesi. Ancora pochi decenni fa i tumori infantili erano una patologia rara e la forma tumorale prevalente era la leucemia linfoblastica, anche nota come “common”, che è oggi curabile nella stragrande maggio...

Più vitamina D, meno tumori?

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Alti livelli di vitamina D nel sangue potrebbero ridurre il rischio di cancro anche nelle popolazioni orientali. Nella popolazione europea si era già riscontrato che le persone con più alti livelli di questa vitamina nel sangue, hanno un rischio di cancro al colon inferiore al 40 % rispetto a chi ne è carente. Ora un osservazione simile è stata fatta in una ricerca, pubblicata sul British Medical Journal, su un campione di 33.736 giapponesi tra i 40 e i 69 anni.  ARIA APERTA. Alti livelli di vitamina D nel sangue ridurrebbero infatti il rischio di ammalarsi di ogni tipo di tumore e in particolare di quello al fegato. Ulteriori studi saranno necessari per capire se questo beneficio derivi dal consumare cibi ricchi di questa vitamina (per esempio tuorlo d'uovo, fegato o pesci grassi come sgombro, aringa e salmone affumicato) o se sia un indicatore di uno stile di vita sano, con un adeguato periodo di tempo trascorso all'aria aperta. Solo un terzo del fabbisogno g...