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Visualizzazione dei post con l'etichetta Agricoltura

Il peperoncino dimezza il rischio di morte per infarto e ictus

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Usare abitualmente il peperoncino in cucina (circa 4 volte a settimana) riduce il rischio di morte per infarto del 40% e per ictus di oltre il 60%. Inoltre riduce del 23% il rischio di morte per qualunque causa rispetto a chi non ne fa uso abitualmente. Lo suggerisce uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology e coordinato dagli epidemiologi dell'IRCCS Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, l'Università dell'Insubria a Varese e il Cardiocentro Mediterraneo di Napoli. Lo studio si è basato sull'analisi delle abitudini alimentari di 22.811 molisani il cui stato di salute è stato monitorato per un tempo medio di otto anni. Gli esperti hanno visto che usare il peperoncino 4 o più volte a settimana si associa a una riduzione del rischio complessivo di morte del 23%, una riduzione del rischio di morte per infarto del 40%, e una riduzione di oltre la metà del rischio di ictus. "L'aspetto...

Sud, ritorno alla terra per 22 mila giovani

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Uno storico ritorno alla terra ha portato 22 mila giovani under 40 a presentare domanda per l'insediamento in agricoltura nel sud Italia, ma più di 3 richieste su 4 (78%) non sono state al momento accolte per colpa degli errori di programmazione delle Amministrazioni Regionali con il rischio concreto di restituzione dei fondi disponibili a Bruxelles. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al rapporto Svimez sull'utilizzo delle risorse comunitarie per i Piani di Sviluppo Rurale (Psr) del periodo 2014-2020 nelle regioni del Sud, al 1/o gennaio 2019.  "Una sconfitta per le speranze di tanti giovani, ma anche per il Paese che - sostiene la Coldiretti - perde opportunità strategiche per lo sviluppo in un settore chiave per la ripresa economica, l'occupazione e la sostenibilità ambientale soprattutto nel Mezzogiorno dove maggiore è il bisogno occupazionale e più elevati sono i tassi di fuga dei giovani come dimostra l'analisi di Svimez s...

I pesticidi continuano a uccidere le api. È ora di agire veramente

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L'appello delle deputate del Gruppo Misto in Parlamento Sara Cunial e Silvia Benedetti: «Basta demandare all'Unione Europea, la competenza è nazionale. Dunque, si prendano misure drastiche». «Abbiamo portato all’attenzione del ministro Centinaio l’annosa questione della  moria di api che sta avvenendo in diverse parti d’Italia in seguito a un uso massiccio e scriteriato di pesticidi  estremamente dannosi al loro habitat e alla loro vita, come per esempio il caso del Mesurol in Friuli per cui è stata aperta un'indagine o ancora i neonicotinoidi già banditi in diversi stati membri ma purtroppo ancora utilizzati in Italia». Ad affermarlo sono le deputate del gruppo Misto  Sara Cunial e Silvia Benedetti , che tornano sulla questione di cui, dopo un grande allarme qualche tempo fa, ora si tende a parlare sempre meno. «Sebbene vi sia consapevolezza della strategicità del settore e dei gravi danni causati da alcune molecole agli ecosistemi e agli insetti impollinato...

Xylella: 'Non c'è cura, tutta l'Ue a rischio'

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Non esiste ancora una cura in grado di eliminare il batterio vegetale xylella fastidiosa che minaccia non solo i Paesi mediterranei ma la maggior parte del territorio Ue. Sono le conclusioni di due pareri dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) resi noti oggi. Le opinioni confermano che alcuni trattamenti sperimentati in questi anni possono ridurre i sintomi, ma non eliminano il batterio. L'applicazione tempestiva delle misure di controllo Ue resta quindi l'unico modo per fermarlo.  La lotta alla xylella , sottolineano gli esperti Efsa nei documenti con cui aggiornano allo stato attuale delle conoscenze scientifiche altrettanti rapporti del 2015, è complicata dal ritardo con cui si manifestano i sintomi. Controllo degli insetti vettori e corretta e tempestiva applicazione delle misure di emergenza attualmente in vigore a livello Ue (taglio delle piante infette e di quelle suscettibili di infezione nel raggio di 100 metri) risultano quindi decisiv...

Facciamo pace con la terra

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La nostra vita, la nostra alimentazione e la nostra specie sono aggrappate a pochi centimetri di suolo fertile. Quando si parla di terra si parla di agricoltura. Di contadini, di coltura e di cultura. Ma anche di scelte alimentari e produttive. E delle conseguenze di certi metodi e di certe produzioni. 8 miliardi.  7.698.965.948 per la precisione è la popolazione attuale della terra. Di queste, 1 persone su 3, opera in ambito agricolo. Ancora oggi i piccoli agricoltori producono l’80% del cibo consumato nei Paesi in via di sviluppo e il 49,5% della popolazione mondiale vive in aree rurali. 12% è la percentuale dei terreni mondiali utilizzata per produzioni agricole.  Nel 2019 già 1 milione e mezzo di ettari di foresta sono stati distrutti per far spazio a nuove coltivazioni. In soli 4 mesi abbiamo generato oltre 12 miliardi di tonnellate di CO2. Di queste 5 miliardi provengono dal mondo agricolo. 70% è la quantità di risorse idriche mondiali utilizzata i...

Gli orti urbani fanno bene all'ambiente, alla società e all'economia

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Più biodiversità, meno rifiuti, miglioramento del clima, inclusione sociale, occupazione, riduzione del costo degli alimenti.  Sono i tanti vantaggi che si possono ottenere dalla diffusione degli orti urbani. Lo certificano i primi risultati di  SustUrbanFood , progetto coordinato dall’Università di Bologna e finanziato dall’Unione Europea (Marie Skolodowska-Curie Action) per studiare l’impatto dei tanti nuovi spazi agricoli che negli ultimi anni si sono fatti largo tra strade e palazzi nelle città d’Italia, d’Europa e in tutto il mondo. I primi esiti del lavoro di ricerca sono stati da poco pubblicati in due articoli sulla rivista Sustainability. Gli orti urbani - rivelano i ricercatori - portano opportunità in campo ambientale, ma anche per lo sviluppo sociale ed economico. E vantaggi per il bilancio familiare: con un piccolo orto domestico, di grandezza compresa tra 10 e 20 metri quadrati, è possibile produrre abbastanza...

Cina, ora serve via libera anche a mele e pere Made in Italy

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Gli accordi confermano la necessità di un riequilibrio dei rapporti commerciali con le importazioni agroalimentari dalla Cina che sono state pari a 594 milioni e hanno superato del 35% il valore delle esportazioni Made in Italy del settore ferme a 439 milioni nel 2018 . E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento agli accordi con la Cina per l’esportazione nell’agroalimentare, dalle arance alla carne suina congelata. A frenare le spedizioni agroalimentari Made in Italy – sottolinea la Coldiretti – sono infatti le barriere tecniche ancora presenti per le produzioni nazionali che bloccano ad esempio le spedizioni di mele, pere e uva da tavola italiane nel Paese asiatico. La Cina – precisa la Coldiretti – frappone ostacoli per motivi fitosanitari è chiede assicurazioni sulla assenza di patogeni frutticoli (insetti o malattie) non presenti sul proprio territorio con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta. L’aspetto paradossale...

RIFLESSIONE DOMENICALE #9: “Nella vita non c'è solo il posto fisso"

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<<In questa nona domenica di riflessione, ho voluto mettere in risalto la storia di un uomo coraggioso che ha voluto dare la svolta alla sua vita, basando il suo futuro sulla libertà e sulla felicità, rinunciando allo stipendio e al posto fisso. Meno male che ancora nel mondo ci sono persone così, che riescono ad essere rivoluzionari, soprattutto quando il mondo ti invita alla ricchezza e al consumismo sfrenato>>. Buona domenica e buona riflessione. Peppe Cotroneo  “Ho lasciato l’Aeronautica per coltivare la terra. Mio padre sognava per me il posto fisso, ma nella vita non c’è solo lo stipendio” Denis Carnello ha 35 anni e vive a San Felice Circeo, in provincia di Latina. Nel 2003 ha lasciato il suo posto in Aeronautica per riprendere quello che aveva lasciato suo nonno, arrivato dal Nord Italia dopo la bonifica dell’agro pontino. "Il futuro è bio. Per scegliere questa strada serve determinazione". “Ho deciso di tornare alla terra perché...

Società allo sfascio: serve l’azione individuale e collettiva per creare luoghi liberi di resilienza

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<<Per lasciarsi alle spalle il sistema che ormai collassa su se stesso fagocitando le persone, occorre creare e alimentare sempre più gruppi e aree di resilienza, condivisione, autosufficienza e nuove relazioni. Si può>>! La nostra società è ormai allo sfascio e non può essere altrimenti dato che si basa su principi e obiettivi che sono contro le persone e la natura. Basta guardare all’Italia, dove non funziona quasi nulla, dove ci si barcamena per andare avanti in una lotta quotidiana e costante contro i mille balzelli e le mille trappole di un sistema sanguisuga in cui l’imperativo per salvarsi è mors tua vita mea e così si creano le basi per un conflitto costante fra simili.  Ci ritroviamo in una società dove dilaga l’incattivimento di persone che fanno lavori controvoglia, lavori che odiano e che non abbandonano solo perché hanno bisogno di uno stipendio. A ciò si aggiungono ignoranza, arroganza e maleducazione di chiunque detenga anche un briciolo di ...

Dall’agricoltura che distrugge la natura a quella del non fare: il grande insegnamento di Fukuoka

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Molti grandi maestri hanno indicato strade alternative in diversi campi e uno di questi è senz’altro Masanobu Fukuoka, agricoltore giapponese vissuto dal 1913 al 2008 che ha rivoluzionato l’idea stessa di agricoltura.  L'insegnamento di Masanobu Fukuoka si componeva di quattro principi: nessuna lavorazione del terreno che quindi non deve essere arato, né rivoltato; nessun fertilizzante chimico, né compost preparato; non si estirpano le erbacce né a mano, né con erbicidi; nessuna dipendenza dalla chimica. A una visione così lungimirante e rispettosa della terra si aggiungono: una visione del mondo come un tutto unico, interconnesso e interdipendente, perfettamente organizzato così com'è; rispetto di tutte le creature e garanzia per esse di uguale opportunità di prosperare; tutela della capacità della natura di rigenerarsi, valorizzazione e sostegno della biodiversità; conoscenza e cura della propria casa, sobrietà, riutilizzo e riciclo diffuso evitando la creazione di ...

Maltempo, l’Italia è senza un servizio meteo nazionale civile. Dopo 20 anni di rimandi nascerà (forse) nel 2019

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L’Italia è uno dei pochi Paesi a non avere un servizio meteorologico nazionale civile . Tutti lo aspettano da sempre e chi governa lo ha messo in cantiere da venti anni, ma dal 1998 al 2017 si è andati avanti a colpi di rimandi continui. Ora,  mentre si contano i danni della forte ondata di maltempo , all’orizzonte si intravedono i segni di novità positive.  L’agenzia pubblica ItaliaMeteo, la cui creazione era prevista nella legge di Bilancio dello scorso anno, potrebbe infatti entrare presto in funzione. Finora il suo ruolo è stato svolto in sostituzione dall’Aeronautica militare, mentre nel 2019 potremmo avere un centro unico di coordinamento di servizi meteo per tutti i settori civili in aggiunta al lavoro fatto dalla Protezione civile sul fronte dei rischi naturali. Durante l’ultimo congresso dell’Associazione italiana di scienze dell’atmosfera e meteorologia (Aisam) a settembre 2018, infatti, il presidente del ...

I giovani italiani tornano alla terra

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Il recente convegno dei giovani commercialisti che si è svolto a Foggia ha evidenziato come l’Italia sia il paese leader in Europa per quello che riguarda le persone al di sotto dei 35 anni impegnate nella filiera agricola: ben 60mila persone con una crescita annua del 6%. E’ proprio quello che riscontriamo noi, dell' associazione Paea e del giornale Il Cambiamento, da anni riportando testimonianze ed esperienze di persone soprattutto giovani che hanno fatto la scelta dell’agricoltura. A prescindere dal bombardamento mediatico che ci induce a credere che diventeremo tutti robot e al di là di qualche buontempone che vorrebbe addirittura colonizzare Marte, c’è chi interpreta diversamente la realtà e agisce di conseguenza. Del resto non è nemmeno complicatissimo da comprendere: cos'è che ci dà da vivere, da respirare e ha preziose risorse rinnovabili se si seguono i suoi cicli? La Natura. Si possono fare voli pindarici, si può credere a ogni assurdità ma non si sfug...

L'agricoltura sinergica

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di agricolturasinergica - L'Agricoltura Sinergica è un metodo di coltivazione elaborato dall'agricoltrice spagnola Emilia Hazelip . Questo metodo si basa sul principio, ampiamente dimostrato dai più aggiornati studi microbiologici, che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri "essudati radicali", i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi. I prodotti ottenuti con questa pratica hanno una diversa qualità, un diverso sapore, una diversa energia e una maggiore resistenza agli agenti che portano malattie; attraverso questo modo di coltivare viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo e facendo dell'agricoltura un'attività umana sostenibile. Nel corso di trent'anni, il lavoro di Emilia Hazelip è stato di studiare e sperimentare i principi ...