Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Facebook

Liberate i marciapiedi, rispettate chi è in carrozzina

Immagine
<<Con un video-appello postato su Facebook, diventato subito virale, la piccola Elena si è rivolta a tutte le persone che condividono la sua stessa città e si scontrano con le stesse problematiche>>. Elena ha solo 9 anni, è di Nola, in provincia di Napoli, e per muoversi da sette anni deve usare una carrozzina. Ed è per questo che sa cosa significa scontrarsi con l’inciviltà e la totale disattenzione dei cittadini. Per questo motivo ha voluto lanciare un messaggio forte e importante e per farlo ha chiesto alla sua mamma di filmarla: con un video-appello postato su Facebook si è rivolta a tutte le persone che condividono la sua stessa città e si scontrano con le stesse problematiche. A nove anni ha voluto, Elena, ha voluto ricordare l’esistenza di quei diritti che sono di tutti, anche per chi una disabilità come la sua non ce l’ha: « Dovete avere più civiltà, più educazione, più rispetto » dice Elena «Siete talmente concentrati sempre e solo su di voi che a...

La responsabilità di essere sui social

Immagine
Se c’è un report in grado di tracciare con grande lucidità e precisione numeri e tendenze del mercato tecnologico e digitale a livello globale, quello è il Technology Trends redatto da Kleiner Perkins Caufield Byers. Da qui si apprende che le persone controllano il proprio telefono cellulare all’incirca 150 volte al giorno; un gesto che, se non lo riconoscessimo come familiare, giudicheremmo probabilmente ossessivo-compulsivo. Per non parlare delle volte in cui siamo convinti, sbagliando, di sentire vibrare il telefono in tasca. Le statistiche dicono che succede a 9 persone su 10 e che dipende dall’ansia: siamo talmente abituati a ricevere notifiche in ogni momento della giornata, che in qualche modo “anticipiamo” questo momento avvertendo vibrazioni anche quando non ci sono.  Il fatto è che stiamo diventando dipendenti dallo smartphone senza neanche accorgercene , eppure tutti sapremmo riconoscere il momento esatto in cui tutto ha avuto inizio: Facebook, capostipite e t...

L’incredibile ascesa dei giganti del web in un video di 2 minuti

Immagine
Il mondo cambia, di continuo e sempre più velocemente. Le aziende che si alternano al suo comando pure. In quale direzione ci siamo mossi negli ultimi otto anni lo riassume questo breve filmato che mostra l’andamento sul mercato delle aziende che si sono avvicendate alla sua leadership.  Non è uno spoiler se vi diciamo che oggi i marchi che hanno in mano il potere sono i giganti del web, i cosiddetti Gafa (Google, Amazon, Facebook, Apple).  Facebook e Google hanno le mani sul 70% del traffico Internet e la società di Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo con una fortuna stimata in 138 miliardi di dollari (123 miliardi di euro), quadruplicata in cinque anni, è di fatto un passaggio obbligato per il commercio online.  A Davos, in occasione dell’ultimo World Economic Forum, quaranta chief executive di tutto il mondo, che rappresentano molte delle più grandi aziende tecnologiche e di telecomunicazioni, hanno sottoscritto una “Dichiarazione digitale” co...

I social stanno uccidendo il vero attivismo

Immagine
I social media sono un’arma molto potente che ha cambiato profondamente il concetto di comunicazione. L’informazione oggi circola rapidamente, dando voce a tematiche che fino a qualche anno fa avevano poca visibilità. Editori e giornalisti hanno monitorato i fruitori dei social per capire quali fossero le notizie che “tirano”. L’argomento più dibattuto? I diritti degli animali. Molte testate importanti, cavalcando l’onda, hanno cominciato a dargli spazio, prendendo spunto da sconosciuti blogger. Dobbiamo, dunque, ringraziare loro, gli attivisti e i social, se battaglie come quella di Green Hill sono arrivate in prima serata su “Striscia la Notizia”. A colpi di click, tweet e condivisioni, questi nuovi mezzi di comunicazione hanno portato maggiore consapevolezza, ma la consapevolezza, mi chiedo, si sta davvero trasformando in cambiamento? C’è un rovescio della medaglia? A mio avviso, i social stanno lentamente uccidendo il vero attivismo. Inizialmente, strumenti come Facebook ...

RIFLESSIONE DOMENICALE #3: "Addio Facebook, addio Instagram, rimango nella vita reale".

Immagine
Da molto tempo rifletto sull’utilità dei social. Tu ti sei mai chiesto che cosa ti offrono veramente? Io si, e sono arrivato a questa conclusione.  Quando sono approdato all’interno del mondo di Facebook, tutto mi sembrava bello ed entusiasmante, perché incontravo virtualmente amici che non vedevo da molto tempo. E' bello averli "rincontrati", ma mi è rimasto solo quello di: (spulciare foto, leggere e vedere qualcosa su di lui). Insomma solo pettegolezzi. Ma adesso sento altre necessità, come quella di concentrarmi molto di più su ciò che conta veramente nella quotidianità: il calore umano, la lettura, la riflessione, la famiglia, l'amicizia e le proprie passioni, parole al giorno d'oggi non proprio scontati.  Cancellerò il mio profilo personale di Facebook e lascerò solo la pagina "mi piace" del mio blog, dove pubblico gli articoli che scrivo quotidianamente.  Lascerò solo attivo il mio account Twitter personale, perchè cr...

Ricchezza e povertà: le disuguaglianze si riducono rifiutando il consumismo

Immagine
I dati sono stati diffusi ufficialmente. Sono dati incredibili, inaccettabili e la forbice continua ad allargarsi invece di diminuire, il che è anche logico: più sei ricco e più avrai la possibilità di diventare ancora più ricco, comprandoti governi e mass media, diversificando i settori di investimento e avendo sempre più influenza e potere.  Questo dimostra ancora una volta che la ricchezza in mano, appunto, ai ricchi non si ridistribuisce affatto a tutti, o anche solo a tanti, vecchia stantìa favoletta dei fan del capitalismo, secondo i quali è meglio non tassare chi ha tantissimo, meglio non frapporre loro alcun ostacolo, perché grazie a loro migliorerà la situazione per tutti...  Il dato di fatto, invece, è che loro si arricchiscono sempre di più e la gente impoverisce di conseguenza. I mega-ricchi operano qualsiasi strategia pur di dare il meno possibile alla società e aumentare i loro profitti con ogni mezzo e in ogni modo, sfruttano bestialmente la manodo...

Il rappresentante dei Verdi tedeschi Habeck esce dai social: standing ovation

Immagine
Robert Habeck, leader nazionale dei Verdi, ha deciso di chiudere i suoi profili Twitter e Facebook e ha lasciato, dunque, ufficialmente il mondo virtuale dei social network. Una decisione che molti hanno definito coraggiosa. La decisione di Robert Habeck è arrivata dopo che anche i suoi dati e conversazioni personali erano stati trafugati e resi pubblici, ma soprattutto il filosofo ecologista tedesco ha motivato la sua decisione affermando che i social sono troppo aggressivi, ci sono «odio, cattiveria e diffamazione».  Il rappresentante dei verdi tedeschi deve essere una persona coraggiosa . Infatti quale politico odierno di spicco sarebbe così pazzo da abbandonare i social? Nessuno ovviamente, ma ci sono persone che fanno della loro ipotetica pazzia un segnale di grande sanità mentale e indicano una strada da percorrere che non è quella battuta da tutti.  Siamo infatti nell’era dove si fanno le cose che fanno e dicono tutti solo perché è così e va bene cos...

Il lato oscuro di Facebook

Immagine
C'era qualcuno che veramente credeva che Mark Zuckerberg fosse un benefattore? E c'è qualcuno che ancora crede che una multinazionale, e chi ne a capo, possa pensare di regalare qualcosa al cittadino o di agire per il bene collettivo? Grande scandalo ha determinato l’uso dei dati personali degli utenti di Facebook per influenzare scelte politiche a livelli molto elevati, come per le elezioni americane favorendo l’elezione di Trump. Ma è evidente che una multinazionale, un impero digitale che fornisce un servizio gratis come l‘apertura di un account, lo fa ovviamente perché ne ha un tornaconto; figuriamoci se mai ci regalerebbero qualcosa senza averne un'entrata! Nessuno dei vari imperi dell’informatica è un benefattore o un filantropo, sono tutti solo ed unicamente orientati al profitto, la loro missione è fare soldi in qualsiasi modo.  Non sono associazioni no profit anche se, come tutti i super professionisti della vendita, per aumentare le loro entrate si ...

Google, Facebook e Amazon: che cosa sa l’alter ego virtuale di tutti noi (e come lo usa)

Immagine
Ognuno di noi ha un suo alter ego virtuale. Nel migliore dei casi è un numero di cui gli inserzionisti e le piattaforme conoscono età, sesso, preferenze commerciali, culturali, sessuali, abitudini, localizzazione e spostamenti. Scoprire come è fatto è abbastanza semplice. Spulciando gli archivi e le condizioni d’uso, per esempio, il profilo di chi scrive è molto dettagliato: tra i 24 e i 35 anni, donna, con centinaia e ben determinate preferenze, che ha visitato almeno 159 posti, che abita in uno e che lavora in un altro, che si sposta a piedi, che fa poco sport, che ama ascoltare questa determinata musica e vedere un certo tipo di serie tv a una certa ora. Google, basta una email Ti conosce meglio di una segretaria Il viaggio inizia nell’archivio di Google. Chi usa una email di Gmail, il servizio di posta elettronica, ha inevitabilmente attivato un account che dà accesso a decine di altri servizi, dall’archivio di foto e documenti. Le informazioni sono nella pagina “...