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RIFLESSIONE DOMENICALE #11: "La natura è una pillola anti-stress"

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<< In questa undicesima riflessione domenicale, rifletteremo sull'importanza della natura e quanto fa bene al nostro umore e al nostro fisico>>. Buona domenica e buona riflessione!! Peppe Cotroneo Venti minuti al giorno immersi nella natura è una pillola anti-stress In caso di stress la 'pillola' giusta consiste in almeno 20 minuti al giorno a contatto con la natura in un parco urbano o ovunque sia possibile stabilire stare nel verde . Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology una simile esperienza è sufficiente a ridurre il principale ormone dello stress, il cortisolo.  "Sapevamo che trascorrere del tempo immerse nella natura ha effetti anti-sterss, ma finora non era noto in quali 'dosi' e in che maniera 'assumere' il contatto con la natura", afferma MaryCarol Hunter, della University of Michigan che ha condotto il lavoro. "Il nostro studio mostra che i risultati maggiori si ...

RIFLESSIONE DOMENICALE #7: "Quando ci si distacca dalla natura, si perde la sacralità della vita"

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<<Siamo arrivati alla settima domenica di riflessione e la vita è uno dei temi a me molto cari. La vita è vita e va vissuta a pieno. Dobbiamo ritornare alla natura, perchè solo ripartendo da lì, possiamo trarre la forza quotidiana e il coraggio per affrontare il presente e il futuro e rispettando sempre di più l'ambiente che ci circonda. Adesso vado in un parco ad osservare ciò che di bello ha fatto il buon Dio>>. Buona domenica e buona riflessione. Peppe Cotroneo Quando ci si distacca dalla natura, si perde la sacralità della vita La vita sacra (Edizioni Città del Sole) è il nuovo libro di Sonia Savioli in cui fa un esame, estremamente profondo e importante sulla ragione per la quale abbiamo perso la sacralità della vita, aspetto che come specie ci ha contraddistinto per millenni. Una sacralità che ha a che vedere con la spiritualità insita in ognuno di noi che è stata progressivamente abbandonata, con l’abbandono della natura, i suoi insegname...

Dall’agricoltura che distrugge la natura a quella del non fare: il grande insegnamento di Fukuoka

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Molti grandi maestri hanno indicato strade alternative in diversi campi e uno di questi è senz’altro Masanobu Fukuoka, agricoltore giapponese vissuto dal 1913 al 2008 che ha rivoluzionato l’idea stessa di agricoltura.  L'insegnamento di Masanobu Fukuoka si componeva di quattro principi: nessuna lavorazione del terreno che quindi non deve essere arato, né rivoltato; nessun fertilizzante chimico, né compost preparato; non si estirpano le erbacce né a mano, né con erbicidi; nessuna dipendenza dalla chimica. A una visione così lungimirante e rispettosa della terra si aggiungono: una visione del mondo come un tutto unico, interconnesso e interdipendente, perfettamente organizzato così com'è; rispetto di tutte le creature e garanzia per esse di uguale opportunità di prosperare; tutela della capacità della natura di rigenerarsi, valorizzazione e sostegno della biodiversità; conoscenza e cura della propria casa, sobrietà, riutilizzo e riciclo diffuso evitando la creazione di ...

RIFLESSIONE DOMENICALE #1: "La sfida che viviamo"

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Ogni domenica (tempo permettendo), pubblicherò le " riflessioni domenicali ", dove tratterò argomenti come (l'ambiente, la filosofia, la cultura, la salute, la solidarietà, l'amore, il lavoro, il volontariato, la musica, l'arte) estrapolando da vari libri, riviste, interviste, i pensieri di grandi uomini e donne del nostro tempo. Potrebbe anche succedere, che qualche domenica scriverò io personalmente una mia riflessione, trattando uno degli argomenti sopra indicati.  Questa domenica ho scelto un tema a me molto caro: "l'ambiente". E come primo spunto di riflessione, ho preso come guida ciò che un grande uomo di nome Papa Francesco , ha scritto nella straordinaria enciclica "Laudato si" . Non voglio dilungarmi troppo, perchè ho paura di stancarvi! Vi raccomando di leggere con calma e riflettete su cosa sta succedendo nelle nostre città, nei nostri paesi e nel mondo intero. <<L'ambiente va protetto e bis...

Pando, uno dei più grandi organismi del Pianeta, sta scomparendo a causa dell'uomo

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<< Nel cuore dello Utah c'è una foresta di migliaia di pioppi identici che si autoclonano da 80 mila anni. Non siamo riusciti a difenderla, e da qualche tempo è in ritirata >>. Si chiama Pando , dal latino "mi espando", "mi estendo": è un bosco di 47 mila pioppi tremuli americani (Populus tremuloides) geneticamente identici, un unico organismo vivente connesso da un sistema di radici sotterraneo. Abita nella foresta nazionale di Fishlake, nello Utah, da circa 80 mila anni, ed è uno degli organismi più massicci esistenti in Natura : il suo peso stimato è di circa 5,9 milioni di chili.  Pando si sviluppa su circa 43 ettari di foresta (0,43 chilometri quadrati): non quanto il colossale fungo dell'Oregon che detiene il primato di più grande organismo vivente, ma comunque per un'estesa porzione di territorio. Da tre o quattro decenni, però, a dispetto del suo nome, Pando ha smesso di espandersi, e la colpa, guarda caso, sembra essere...

Effetto serra e cambiamenti climatici: la politica dorme, la natura no

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Venti fortissimi, di una violenza inaudita, mai vista, che nemmeno gli anziani ricordano ; piogge che in pochi minuti fanno arrivare al suolo l’acqua di una intera stagione; straripamenti di fiumi; persone portate via dalla forza delle acque o investite da alberi che cadono; allagamenti; crolli di case e ponti; pali di cavi elettrici che vengono spazzati via; mareggiate che distruggono la costa, danni ingentissimi. La natura presenta il conto dell’effetto serra provocato dalla stupidità e avidità umana; e la politica cosa fa? Zero, nulla, niente.  Ci si accapiglia per ridicoli punti di spread, si rassicurano mercati e banche, si parla di cose assurde, inutili, superflue tranne che di quello che è veramente importante, prioritario e che determina la nostra esistenza. E la cosa più incredibile è che l’unico argomento che regna sovrano sono i soldi, ma stranamente tutti i soldi che si pagano e si pagheranno per i danni da effetto serra, e che sono ben più alti di miseri pun...

I giovani italiani tornano alla terra

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Il recente convegno dei giovani commercialisti che si è svolto a Foggia ha evidenziato come l’Italia sia il paese leader in Europa per quello che riguarda le persone al di sotto dei 35 anni impegnate nella filiera agricola: ben 60mila persone con una crescita annua del 6%. E’ proprio quello che riscontriamo noi, dell' associazione Paea e del giornale Il Cambiamento, da anni riportando testimonianze ed esperienze di persone soprattutto giovani che hanno fatto la scelta dell’agricoltura. A prescindere dal bombardamento mediatico che ci induce a credere che diventeremo tutti robot e al di là di qualche buontempone che vorrebbe addirittura colonizzare Marte, c’è chi interpreta diversamente la realtà e agisce di conseguenza. Del resto non è nemmeno complicatissimo da comprendere: cos'è che ci dà da vivere, da respirare e ha preziose risorse rinnovabili se si seguono i suoi cicli? La Natura. Si possono fare voli pindarici, si può credere a ogni assurdità ma non si sfug...

Perchè la natura ci far star bene?

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"Il paesaggio ha un effetto diretto sulle nostre emozioni: il verde e gli alberi riducono quelle negative, come la rabbia, ed esaltano la gioia. Ecco gli studi che lo dimostrano". Nelle città, per definizione, molte persone vivono a stretto contatto in poco spazio e in condizioni artificiali, più o meno distanti da ciò che sarebbe ideale. Siamo circondati da un paesaggio costruito, in cui tutto richiede attenzione, scelte, decisioni: le luci, la folla, gli schermi, le pubblicità, il traffico, il rumore … «Ce ne accorgiamo appena, ma in questo ambiente siamo perennemente sotto stress», spiega Yoshifumi Miyazaki, docente di architettura del paesaggio all’Università di Chiba, in Giappone. La vita urbana comporta vantaggi (se no non esisterebbe), ma è un po’ una forzatura e può creare disagi. «Da che siamo diventati umani, abbiamo passato più del 99% della nostra storia in mezzo alla natura; e alla natura ci siamo adattati», chiarisce l’esperto. Eppure, sempre di più...

Se l'uomo se ne va, la natura si riprende ciò che è suo

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La riconquista. La natura si riprende rapidamente il territorio prima occupato e poi abbandonato dall’uomo. Il primo ad accorgersene negli anni ’80 del secolo scorso e a registrarlo con rigore scientifico fu, probabilmente, Ingo Kowarik, un ecologo urbano dell’Università tecnica di Berlino: le case abbandonate o distrutte e mai ricostruite dopo la Seconda guerra mondiale nella capitale tedesca erano state riconquistate dalla natura selvaggia e metamorfizzate in foresta. Un’oasi urbana nata per caso, con erbe, arbusti, alberi nativi e non che costituivano un ecosistema inedito. Alle “oasi urbane accidentali” la rivista PNAS, i Proceedings of the Academy of Science degli Stati Uniti, dedica un lungo e interessante articolo firmato da Roberta Kwok. Dove si documenta come di casi simili a Berlino, in giro per il mondo, ce ne sono a decine. Prendete Detroit, per esempio. La città dell’auto che nel 1950 contava 1,8 milioni di abitanti e oggi non supera le 675.000 unità. Uno spopola...