Il divieto dei social non illuda gli adulti: non risolve il problema e può diventare un boomerang
Foto dal sito del Il Fatto Quotidiano di Alessandro Tolomelli (dal Blog del Il Fatto Quotidiano) - Professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Dell’Educazione Alma Mater (BO) - Parlare del divieto ai social per i minori di sedici anni, come quello annunciato dal governo Sánchez in Spagna , e discutere in generale di misure simili che molte nazioni stanno valutando, non è semplice per chi si occupa di educazione. Da un lato, è legittimo e perfino doveroso che la società degli adulti ponga limiti ai cittadini in età di sviluppo: fa parte della responsabilità collettiva definire dei perimetri al libero arbitrio e alla scelta, quando queste cornici proteggono il benessere e lo sviluppo. Dall’altro lato, chi fa educazione non ha tra le sue prerogative quella di legittimare o contrastare direttamente i divieti: facciamo un altro mestiere, giochiamo su un altro campo. Il compito dell’educatore è immaginare spazi relazionali possibili con i ragazzi, aiutarli a trovare un...