La storia di Leon, il bambino autistico che ha trovato le parole grazie al cane Fern


Leon Kirby-Bulne ha solo quattro anni e la vita gli ha riservato qualche difficoltà fin dall’inizio: il bimbo che vive a Andover, nell'Hampshire (Regno Unito), è affetto da autismo. Una malattia che l’ha rinchiuso in suo mondo, fatto di silenzi e incomprensioni. Difficile comunicare con lui, praticamente impossibile. Ma c’è chi è riuscito a fare breccia in questo muro di “non parole”: nel 2017, quando Leon aveva solo un anno, i suoi genitori Hayley e Karsten hanno portato a casa loro Fern, un cucciolo di soli due mesi: «È stato amore a prima vista. Abbiamo visto una scintilla nei suoi occhi: era la prima volta».

Quel piccolo peloso è riuscito a fare qualcosa che adulti e medici non erano riusciti a fare: «Sono diventati inseparabili fin dal primo momento – racconta la madre – . Le prime interazioni di Leon non sono state con noi, né con altri esseri umani, ma con Fern. E adesso è un chiacchierone». Un legame così forte che i genitori hanno iniziato a chiamare loro figlio "Mancub" (“cucciolo di uomo”) come è anche noto il protagonista di Mowgli “Il figlio della giungla”.

Fern è una femmina di cocker Spaniel, tanto giocherellona quanto responsabile del suo piccolo amico: ama divertirsi e giocare con lui, ma anche piazzarsi davanti alle scale quando Leon rischia di rotolare giù, fare da cuscinetto sul pavimento per evitare che batta la testa o calmarlo quando lui ha delle crisi.

I genitori di Leon hanno anche creato una pagina su Facebook, “Together anything is pawsible” (ossia “Insieme tutto è possibile”, la parola inglese “possible” è stata sostituita con “pawsible” e “paw” significa “zampa”), attraverso la quale vogliono condividere la loro esperienza e l’importanza che un cane può avere nella vita di un bambino autistico: «Ricordo come stava Leon prima: era tristemente chiuso nel suo mondo, non parlava, non interagiva, le crisi erano terribili, una volta rischiò di soffocare perché aveva tentato di ingoiare una scheggia del suo letto – racconta la mamma – . Non c'è niente da fare, per noi è chiarissimo: Leon preferisce Fern a noi, in ogni caso, è con Fern che il rapporto è più profondo».

E ora quel bambino chiuso nel suo mondo, dentro un castello dalle mure alte e invalicabili, ha creato una porta grazie a Fern attraverso la quale trasmette i suoi pensieri e le sue parole a tutte le persone che gli vogliono bene.

Articolo del sito: laZampa.it; 

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